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Martisor – o sarbatoare romaneasca

1 Martie sau Martisor o sarbatoare romanesca ce trebuie sa fie prezentata, cunoscuta si celebrata in orice parte a lumii.

“Muzeul Naţional de Geologie organizează în perioada 27 februarie – 8 martie a.c. Târgul de Mărţişor. Sărbătoarea primăverii şi a prospeţimii, Mărţişorul este o tradiţie românească veche de peste 8.000 de ani. Femeile dace, de exemplu, purtau monezi sau pietricele asociate cu fire de lână roşii şi albe pentru a avea noroc şi un an productiv. Mai nou, doamnele preferă să poarte şnurul alb-roşu, reprezentativ pentru această sărbătoare, în asociere cu anumite obiecte de podoabă.

Târgul de Mărţişor organizat la Muzeul Naţional de Geologie pune la dispoziţie o gamă largă de obiecte pe care le puteţi face cadou, de la flori de mină şi elemente de decoraţiuni interioare: piramide, sfere, obeliscuri, păsări de piatră, până la obiectele de podoabă atât de îndrăgite de doamne: coliere şi cercei, inele şi brăţări, pandantive şi broşe din cristale naturale şi şlefuite etc. Târgul este deschis zilnic, în perioada 27 februarie – 8 martie, în intervalul orar 10.00 – 18.00. Preţul de acces este de 6 lei/adult şi 3 lei/redus. Muzeul National de Geologie adaposteste principalele colectii geologice din Romania, adunate timp de peste 100 de ani, incepand cu anul 1880, incluzand esantioane de mare valoare preluate succesiv din colectiile Biroului geologic si ale Institutului Geologic. Colectarea, conservarea si studierea esantioanelor a demarat o data cu infiintarea, in 1906, a Institutului Geologic al Romaniei.”(sursa: Agentia Romana de Presa “Asii Romani“)

In Italia mai multe asociatii din Roma au sarbatorit ieri Martisorul:

“Sarbatoarea Martisorului

Centrul Cultural “Dialogo Italia – Romania”, Asociaţia studenţilor “Spiru Haret”, Asociaţia socio culturală “Vocea Românilor”, Asociaţia “EuRomeni din Italia”, Asociaţia “Lumea Copiilor” onlus şi Asociaţia “Amici della Romania” vă invită Duminică 1 Martie la orele 11.00, în Sala Multifuncţională din Via di Monte Giordano, la conferinţa de presă ce premergătoare inaugurării expoziţiei cu tema “Sărbătoarea Mărţişorului” – un eveniment ce are drept scop prezentarea unei mici părţi din tradiţiile şi cultura română locuitorilor din Roma.

Evenimentul se desfăşoară sub patrociniul Primăriei din Roma şi al Ambasadei Române în Italia. Au fost invitate autorităţi române şi italiene.
În acelaşi timp, mai multe cupluri de tineri şi tinere, îmbrăcate în costume populare, vor darui mărţişoare trecătorilor în unele pieţe  din Roma (Piazza Navona, Piazza del Popolo, Piazza Venezia, Piazza di Spagna, Campo de’ Fiori) şi în locurile unde se întâlnesc românii.” (sursa: Asociatia socio-culturala Vocea Romanilor)

Soldi per l’integrazione e mediazione interculturale

Sono stati approvati dalla Regione Lazio proggetti per gli immigrati per 2 milioni e 600 mila euro che riguardano integrazione, accoglienza, mediazione interculturale e l’apprendimento della lingua italiana. Dal sito degli Stranieri in Italia , oggi 28 febbraio:

“I piani di intervento in materia di immigrazione approvati oggi sono la dimostrazione che la programmazione delle politiche sociali è una realtà. Sono stati ammessi al finanziamento progetti con valenza sovradistrettuale e distrettuale per un importo complessivo superiore ai 2 milioni e 600mila euro”.

Lo ha dichiarato ieri sera l’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Anna Coppotelli a margine della seduta di giunta.

“Alla provincia di Frosinone sono destinati 924.179 euro, a quella di Rieti 767.436, e a quella di Viterbo 996.107 – ha spiegato Coppotelli – Il fondo è stato ripartito secondo i criteri della delibera 792 del 2008, ovvero in base al numero di immigrati presenti sul territorio, alla percentuale degli stessi rispetto al totale della popolazione e alla condizione socio-economica dei territori di insediamento.

L’erogazione dei fondi avverrà, secondo i criteri previsti, cioè per il 75% all’approvazione del piano, il 15% all’acquisizione della relazione semestrale e il saldo del 10% a seguito della rendicontazione”.

“Abbiamo ritenuto importante – ha concluso l’assessore – prevedere una valutazione in corso di realizzazione dei progetti a garanzia della qualità stessa degli interventi. I progetti, contenuti nei piani provinciali, abbracciano aree quali l’accoglienza e l’integrazione, il segretariato sociale, la mediazione interculturale e l’apprendimento della lingua italiana. Il Lazio, dopo la Lombardia, e’ la regione con il più alto numero di immigrati. Ci siamo posti l’obiettivo di creare, nella nostra Regione, le condizioni affinchè gli immigrati possano seguire la via dell’integrazione possibile”.

Un pensiero da condividere

Ho ricevuto un commento che vorrei condividere con voi :

"SONO CONTENTA DI VEDERE CHE IN DIVERSI PUNTI DI VISTA,
IL MIO PAESE è APPREZZATO DAGLI ITALIANI!
SONO ROMENA,HO 22 ANNI,E LAVORO IN ITALIA DA 2 ANNI
COME OPERAIA. 
CI SONO TANTE PERSONE CHE CI GIUDICANO MALE. 
IO PENSO CHE NON SIAMO TUTTI UGUALI, E CHE 
ABBIAMO I NOSTRI DIRITTI QUI IN ITALIA.
     GRAZIE.
 ANDREEA MIHAELA LISMAN
andreea mihaela"

Divieto di segnalazione

“Divieto di segnalazione – Siamo medici e infermieri, non siamo spie” è l’appello di “Medici Senza Frontiere” contro l’emendamento 39.306 del DDL 733 volto a sopprimere il comma 5 dell’articolo 35 del Testo Unico sull’immigrazione che sancisce il principio di “non segnalazione alle autorità” e che da piena attuazione anche all’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana.

“Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) lanciano un appello per chiedere ai Senatori di respingere l’emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.

L’attuale Testo Unico sull’Immigrazione (Decreto Legislativo 286 del 1998) prevede che «l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

Il rischio di essere segnalato creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri – con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati – e ripercussioni sulla salute collettiva – con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili.

La cancellazione del principio di non segnalazione vanificherebbe inoltre un’impostazione che nei 13 anni di applicazione (il principio è presente nell’ordinamento italiano già dal 1995) ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri: riduzione dei tassi di Aids, stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…).” (fonte sito dell’organizzazione Medici Senza Frontiere ).

Per sottoscrivere all’appello click qui.

Direttiva sui minori romeni non accompagnati

Il 20 gennaio 2009, il Ministero dell’Interno tramite l’Organismo centrale di raccordo per la protezione dei minori comunitari non accompagnati ha emesso la “Direttiva sulla gestione dei minori romeni non accompagnati o in difficoltà presenti sul territorio italiano”. Nel testo sono previste le procedure operative da seguire al fine della tutela dei minori romeni non accompagnati ed il loro rapido rimpatrio. Sono spiegate tutte le formalità dalla fase di ritrovamento ed identificazione all’affidamento ad una struttura di accoglienza fino al rientro in Romania ed anche un succesivo monitoraggio. In allegato alla direttiva ci sono anche due schede: una semplicemente informativa ed un’altra penale che si riferisce al minore romeno, non accompagnato o in difficoltà, sottoposto ad un procedimento penale.

Per consultare il testo integrale della Circolare prot. n. 246 del 20 gennaio 2009 contenete la Direttiva il sito del Ministero dell’Interno .

Multilinguismo, plurilinguismo e il code-switching

Dal corso di traduzione del docente di critica della traduzione, teoria della traduzione e storia della traduzione Bruno OSIMO riporto di seguito alcune considerazioni riguardo il multilinguismo, il plurilinguismo e l’autocoscienza linguistica:

” Le prime esperienze di autocoscienza linguistica – consapevolezza della propria conoscenza di una lingua – si fanno quando, a scuola, si incomincia a studiare la grammatica della propria lingua madre (fino allora considerata un dato di fatto, un fenomeno naturale del mondo su cui non era necessario interrogarsi) e si fanno le prime esperienze di apprendimento di una o più lingue straniere.
Il caso di un individuo che nell’infanzia è abituato a parlare una sola lingua ed entra a contatto con altre lingue dall’età scolare in poi è detto «multilinguismo». «Plurilinguismo» è invece il fenomeno che contraddistingue individui che hanno acquisito simultaneamente dalla nascita più lingue.
Il Sé – ossia l’individuo cosciente della propria identità e delle proprie relazioni con l’ambiente – e la personalità sono fortemente influenzati dal linguaggio. Anche se «spesso è più l’Inconscio che l’Io cosciente a dipendere dai vissuti linguistici», esiste una relazione molto stretta e univoca tra Io e linguaggio. Si potrebbe perciò argomentare che, in presenza di plurilinguismo, si abbiano due Io (e quindi una personalità divisa, tendenze schizoidi).
Sono stati effettuati studi per indagare la possibilità di disturbi psichici legati al plurilinguismo, ma i risultati puntano in una direzione ben diversa: «[] nonostante la presenza di una doppia personalità nel bilingue coordinato (o perfetto), tale duplicità non implica uno sdoppiamento di tipo patologico, ma semmai una ricchezza profonda che non solo permette di assimilare mondi diversi ma anche di possedere un potente meccanismo di difesa». La necessità che hanno spesso gli individui plurilingui (e in certi casi anche i multilingui) di passare da un codice (lingua) all’altro, il cosiddetto code-switching, è addirittura un fattore positivo e fecondo, ed «è indicativo di una fondamentale unità all’interno della struttura e della dinamica della personalità».
Non c’è quindi la pericolosa presenza di più Io, ma una sorta di meta-Io «che controlla e sintetizza i vari comportamenti verbali e comunicativi che corrispondono ai diversi codici linguistici». L’individuo plurilingue ha una struttura psichica più complessa e ricettiva.
Alcuni studi effettuati su bambini plurilingui hanno indicato che il code-switching comporta anche una precoce consapevolezza – ancorché incompleta – della varietà delle lingue. Nel momento in cui la lingua non è più soltanto uno strumento usato spontaneamente ma è anche oggetto di riflessione, quando cioè la lingua viene usata per descrivere la lingua, si parla di «metalinguaggio». Nel caso dei bambini plurilingui si può pertanto parlare di «coscienza metalinguistica». «Il soggetto plurilingue fin dall’infanzia raggiunge un grado di sviluppo metacognitivo e metalinguistico generalmente superiore a quello dei soggetti monolingui».
La differenza fondamentale tra l’apprendimento delle lingue madri nell’infanzia e l’apprendimento scolastico delle lingue straniere (o lo studio più approfondito e razionale della propria lingua) sta proprio nel grado di consapevolezza:
«Durante lo stadio cognitivo colui che apprende la lingua si impegna in un’attività mentale cosciente al fine di trovare significato nella lingua [] I processi interni, che avvengono durante questi stadi, potrebbero spiegare il ruolo di sforzo cosciente nell’apprendimento nei diversi contesti linguistici».

Gli individui multilingui, nel momento in cui imparano una lingua straniera a scuola, vivono un’esperienza metalinguistica: nulla è più spontaneo né automatico, quasi tutto è soggetto a regole esplicitamente spiegate e da apprendere con la ragione. Anche in questo caso la componente affettiva è fondamentale: la relazione con l’insegnante, il modo in cui avviene l’apprendimento determinano in gran parte l’atteggiamento verso questo tipo di studi. I migliori risultati si ottengono in presenza di relazioni importanti con l’insegnante/gli insegnanti (una sorta di transfert didattico) o comunque con le persone dalle quali si apprende la lingua o quando esiste un forte legame (estetico, ideologico, affettivo) con la cultura o i paesi in cui si parla la lingua.  Quando una lingua entra a fare parte della propria identità, il code-switching può diventare una modalità, oltre che adattiva, anche espressiva. La commutazione di codice diventa una scelta psicologica che nasce nel profondo dell’Io del parlante.

Appropriarsi una lingua straniera è (…) un’esperienza molto profonda e coinvolgente e, nel contempo, per chi non nasce plurilingue, è un’occasione per prendere coscienza delle proprie conoscenze linguistiche.

(fonte: Corso di traduzione – Lingua straniera e autocoscienza linguistica)

OUG nr.207 si noile conditii de eliberare a pasapoartelor

Noi reglementari cu privire la eliberarea pasapoartelor pentru romanii aflati in Italia. Ambasada Romaniei la Roma pune la dispozitia cetatenilor romani rezidenti in Italia toate informatiile necesare pentru obtinerea pasapoartelor; o dispozitie noua care afecteaza atat buzunarul cat si timpul romanilor in Italia este imposibilitatea obtinerii pasaportului prin mandatar in Romania. In cele ce urmeaza sunt prezentate toate dispozitiile OUG nr. 207, in vigoare incepand cu 10 decembrie 2008, precum si actele necesare in cazul obtinerii pasaportului la Ambasada :

“La data de 10 decembrie 2008 a intrat în vigoare Ordonanţa de urgenţă a Guvernului nr. 207 pentru modificarea şi completarea Legii nr. 248/2005 privind regimul liberei circulaţii a cetăţenilor români în străinătate, care vizează următoarele aspecte:

1. – nu mai este posibilă obţinerea paşapoartelor prin mandatar cu procură specială;

2. – valabilitatea paşaportului simplu temporar va fi de până la 6 luni, iar acest document va fi eliberat începând cu data punerii în circulaţie a paşapoartelor electronice, care va fi stabilită prin hotarâre a guvernului.

Astfel, cetăţenii români rezidenţi în Italia, dar care au domiciliul în România şi care au nevoie de paşaport pot depune personal cererea pentru un nou paşaport la Secţia Consulară a Ambasadei României in Italia sau la oficiile consulare ale României la Milano şi Torino. Acestea o vor transmite în ţară autorităţilor competente, împreună cu documentaţia aferentă. Noul paşaport va fi remis tot prin intermediul misiunii diplomatice sau oficiului consular. Timpul de soluţionare a cererilor de paşapoarte este de circa 30 – 40 zile lucrătoare de la data depunerii actelor. La expirarea valabilităţii pasaportului actual este necesară obţinerea unui nou paşaport întrucât acesta nu mai poate fi prelungit.

Ce aveţi de făcut dacă aveţi nevoie de un nou paşaport simplu

  • Să vă prezentaţi personal la misiunea diplomatică sau oficiile consulare ale României în Italia şi să depuneţi direct cererea pentru eliberarea unui nou paşaport simplu, împreună cu :

1 certificatul de nastere romanesc in original şi două fotocopii;

2 certificatul de casatorie romanesc in original (pt. cei casatoriti si pt cei vaduvi) şi două fotocopii,

3 sentinta de divort ramasa definitiva in original (pt. cei divortati) şi două fotocopii;

4 certificatul de deces romanesc al sotului/sotiei, in original (pt. cei vaduvi) şi două fotocopii;

5pasaportul vechi in original si 2 fotocopii (primele 4 pagini);

6 buletinele sau cartile de identitate romanesti, valabile, in original şi două fotocopii. În cazul în care documentul în cauză nu există sau este expirat, solicitantul va trebui să întocmească o procură specială pentru obţinerea carţii de identitate din România. Actele de paşaport se pot depune numai după ce se obţine cartea de identitate;

7 ) 4 fotografii color, recente, tip pasaport (3,5 x 4,5). Fotografiile trebuie să reprezinte fizionomia actuală a titularului şi să fie realizate din faţă, pe un fond clar, neutru şi de o singură culoare, astfel încât să permită identificarea conturului capului. Titularul nu trebuie să aibă capul acoperit şi ochii închişi, iar expresia feţei acestuia trebuie să reprezinte o stare comună;

8 ) formularul model 1 sau 3 ( pentru cei care au pasaportul pierdut in Italia ) completat in 3 exemplare. ( se primeste de la consulat )

9 ) in cazul in care pasaportul anterior a fost pierdut sau furat, solicitantul trebuie sa depuna, in original, raportul politiei sau al carabinierilor eliberat in urma declaratiei de pierdere sau furt

Taxele consulare percepute sunt următoarele: 60 euro pentru eliberarea paşaportului. Pasaportul soseste din Romania in circa 30 – 40 zile lucratoare de la data depunerii actelor

  • Ambasada şi consulatele vă vor prelua cererea şi o vor transmite Direcţiei Generale de Paşapoarte din România;
  • Autorităţile competente din România vor transmite noul paşaport oficiului consular respectiv, de la care îl puteţi prelua.
  • Dacă nu aveţi timp să aşteptaţi noul paşaport, puteţi solicita eliberarea imediată a unui titlu de călătorie cu care vă puteţi deplasa în ţară unde veţi obţine direct paşaportul.

Obţinerea unui nou paşaport simplu nu se poate face prin împuternicirea unei alte persoane aflată în România.” (sursa Ambasada Romaniei la Roma )

Opportunità d’affari

Anche durante la crisi economica, in Romania si può ancora investire!

“La Romania, durante il regime di Ceausescu, ha avuto una prospera crescita industriale, con la creazione di enormi poli industriali, ma i tempi non erano quelli del rispetto dell’ambiente e l’inquinamento prodotto, dalle industrie stesse, era considerato come un problema marginale o, in molti casi, non veniva considerato affatto. Dopo la caduta del regime, la situazione è addirittura peggiorata, i poli industriali sono stati abbandonati, e lasciati privi di manutenzione, senza attuare le normali procedure di bonifica, con le conseguenze che si possono ben immaginare. Con l’entrata nella Comunità Europea della Romania, questa situazione è stata messa in evidenza, da parte delle autorità internazionali competenti, e quindi, le istituzioni rumene si stanno adoperando per poter risolvere questa situazione, ma le pochissime aziende specializzate rumene, da poco costituitesi, non possiedono il know how necessario e le attrezzature adeguate per poter provvedere, a tale compito, con efficacia e nel rispetto delle normative.

  • Bonifica ambientale dei vecchi siti produttivi dagli agenti inquinanti risultati dalla produzione industriale e ripristino ecologico.
  • Smaltimento degli agenti chimici tossici industriali.
  • Bonifica dell’ambiente circostante i vecchi pozzi petroliferi e dei siti percorsi dalle condotte petrolifere.
  • Recupero e smaltimento degli scarti della lavorazione del petrolio.
  • Istituzione di unità di pronto intervento ecologico per la bonifica del territorio in seguito ad incidenti stradali (trasporto materiali chimici, petroliferi) o industriali (perdite di materiale inquinante).
  • Recupero e smaltimento dei rifiuti speciali.
  • Ecc., ecc.

Sicuramente, per le aziende Italiane specializzate in questo settore, la Romania costituisce un’ ottima opportunità di sviluppo, e questo, è il momento giusto, in quanto, la necessità è urgente e attualmente la concorrenza non è significativa.” (fonte: http://www.italmarketing.eu)


Il Consiglio d’Europa attacca Italia

Il commissario europeo per i diritti umani Thomas Hammarberg ha avuto un intervento davanti alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Il commissario è tornato dopo 6 mesi a visitare i campi nomadi a Roma e la sua conclusione è stata: “Situazione peggiorata”. Di seguito la sua intervista rilasciata a Repubblica e la risposta del ministro Frattini:

< ROMA - Diritti umani trascurati, ignorati, leggi ingiuste e discriminatorie nei confronti degli immigrati. L'Italia è di nuovo sott'accusa da parte dell'Unione europea dopo che sei mesi fa un rapporto del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, aveva parlato di politica a rischio di xenofobia e immemore dei principi umanitari. E ora, dopo un giro sotto la pioggia nei campi nomadi di Roma e le nuove leggi in via di approvazione, lo stesso Hammarberg rincara la dose parlando di situazione vergognosa, incivile. L'Italia a suo avviso è dunque ancora a rischio-razzismo? "Sicuramente sta approvando leggi discriminatorie che non rispettano i diritti umani. Come quella che considera reato o comunque un'aggravante l'immigrazione clandestina. Come l'idea di far pagare il rinnovo del permesso di soggiorno. Il problema è che qui si continua a lavorare su una legislazione d'emergenza, criminalizzando il clandestino. E così si corre il rischio di episodi xenofobi anche perché la campagna elettorale di giugno si avvicina, e spero non accada come l'anno scorso quando alcuni discorsi dei politici erano intolleranti e razzisti". E i diritti umani? "Spesso vengono dimenticati, come il diritto di asilo". In che senso viene ignorato secondo lei il diritto di asilo? "La proposta del ministro Maroni di rimpatriare direttamente chi arriva a Lampedusa non consente a chi ne ha diritto di chiedere asilo, e così gli immigrati vengono rispediti in paesi dove rischiano la tortura e la morte. Senza contare che l'Italia non ha accolto le richieste della Corte europea". Cosa ha negato? "Era stato chiesto di sospendere le espulsioni per motivi legati al terrorismo di due tunisini e dell'imam di Cremona, per studiare meglio i loro casi e perché rischiano torture nei loro paesi. Sono stati mandati via". Campi nomadi. Da giugno la situazione è cambiata? "È peggiorata. Al Casilino 900 ci sono condizioni inaccettabili di vita, rese ancora peggiori dalla pioggia. È vergognoso che all'interno dell'Unione europea ci siano ancora persone senza cittadinanza e senza diritti che vivono in queste condizioni di miseria". Le autorità di governo hanno intenzione di procedere con una campagna di sgomberi. "I rom vogliono essere ascoltati, vogliono restare lì dove li loro figli vanno a scuola, dove studiano anche se manca la luce per fare i compiti al pomeriggio. Pur vivendo in condizioni inaccettabili, sono integrati e vogliono esserlo. I bambini vanno a scuola, e i loro genitori sono fieri di questo. Se verranno mandati via, dovranno ricominciare di nuovo il processo di integrazione. Ecco perché è necessario trovare soluzioni in loco, non sgomberare". Lei ha incontrato il sindaco di Roma Alemanno. Cosa le ha detto? "Che ha promesso al Papa di risolvere la situazione di chi vive a Roma in condizioni misere. Spero che questo venga fatto". Oggi incontrerà esponenti di governo. Con quale intento? "Voglio discutere delle leggi che secondo noi tendono a criminalizzare la clandestinità, cosa che a livello europeo consideriamo inaccettabile. Bisogna lavorare a leggi condivise, e l'Europa non è sulla strada di considerare reato l'immigrazione. Anzi, chiederemo che ai rom che vivono qui da anni venga data la cittadinanza". Il suo giudizio sull'Italia è impietoso. Il nostro Paese sbaglia proprio tutto? "No, non sbaglia quando dice che c'è poca solidarietà a livello europeo per paesi come il vostro e la Grecia, che sono le aree di approdo degli immigrati. Dovreste avere in effetti più cooperazione da parte del resto dell'Europa".> (fonte: La Repubblica 15 gennaio 2009)

La Farnesina ha reso pubblica una nota con la risposta del ministro Frattini alle considerazioni del commissario europeo sottolineando che “Il signor Hammarberg ha parlato di comportamenti dell’Italia “incivili” e di leggi “discriminatorie”, “offendendo gravemente i sentimenti degli italiani e rivolgendosi in modo inaccettabile ad un Paese europeo la cui storia e tradizione di democrazia, tolleranza e rispetto dei diritti umani non possono essere messe in discussione.”

Prorogato il regime transitorio

Sembra che il 2009 non porti tanta fortuna ai cittadini neocomunitari che vogliono lavorare in Italia. Il governo ha deciso la proroga del regime transitorio per i romeni ed i bulgari fino il 31 dicembre 2009.

“Nemmeno quest’anno i lavoratori bulgari e romeni saranno finalmente equiparati agli altri cittadini comunitari. Il governo italiano ha deciso di mantenere per il 2009 le restrizioni per l’accesso al mercato del lavoro degli ultimi arrivati nell’Unione europea.La circolare che proroga il regime transitorio, concertata col ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, è alla firma del titolare del Viminale Roberto Maroni e terrà in piedi almeno fino al prossimo 31 dicembre il sistema del doppio binario oggi in vigore.Le assunzioni sono liberalizzate solo per il lavoro in agricoltura, turistico alberghiero, domestico e di assistenza alla persona, edile, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato, stagionale. In questi casi si possono stipulare i contratti di lavoro direttamente, senza chiedere alcuna autorizzazione, così come se si assumessero lavoratori italiani o comunitari.In tutti gli altri settori, chi vuole assumere un lavoratore romeno o bulgaro deve chiedere un nulla osta allo Sportello Unico per l’immigrazione, compilando e inviando per raccomandata a/r il modulo sub-neocomunitari. Non sono previsti dei tetti numerici e il sistema vale solo per la prima assunzione: chi è già assunto regolarmente in Italia può cambiare posto senza particolari autorizzazioni.“Come altri paesi Ue, l’Italia mantiene le restrizioni col pretesto di voler salvaguardare il mercato del lavoro in un momento di crisi. In realtà i settori più importanti sono già liberalizzati, e, negli altri, chi vuole lavorare trova comunque delle scorciatoie, aprendo ad esempio la partita iva o lavorando in nero” commenta Sorin Cehan, direttore del settimanale Gazeta Romaneasca.Allora a che serve mantenere il regime transitorio? “È propaganda, destinata a tranquillizzare l’opinione pubblica che teme sempre un’invasione. Certo – conclude Cehan – non è un messaggio amichevole nei rapporti tra Italia e Romania, del resto né il governo di Bucarest, né chi dovrebbe rappresentare i romeni in Italia  ha alzato la voce su questo tema…” (fonte: sito Stranieri in Italia – 10 dicembre 2009)