cultura

Al Castel Sant’Angelo Doina Botez – “Nosce te ipsum”

Si è conclusa ieri, 8 novembre 2009, la mostra dell’artista Doina Botez nella Sale delle Colonne a Castel Sant’Angelo.

“L’Accademia di Romania e la Galleria dei Greci di Roma presentano a cominciare dall’8 ottobre 2009, nella prestigiosa sede della Sala delle Colonne del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, la Mostra dell’artista di origine romena DOINA BOTEZ “Nosce te ipsum”.
Il catalogo per le Edizioni della Galleria dei Greci si avvale del testo critico introduttivo di Claudio Strinati.
La Mostra ha il patrocinio del Ministero della Cultura, dei Culti e del Patrimonio Nazionale della Romania, della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma. L’Accademia di Romania in Roma, data l’importanza dell’evento, ha ottenuto l’apporto dell’Istituto Culturale Rumeno, istituzione pubblica di interesse nazionale sotto l’Alta Autorità del Presidente di Romania, per il sostegno di questa manifestazione.

Doina Botez, artista affermata seppure schiva e solitaria, dopo le numerose mostre personali degli anni passati in prestigiosi spazi pubblici e privati d’Italia, espone oggi a Roma, nel Museo Nazionale di Castel Sant’ Angelo un gruppo di circa 60 opere, inedite e relativamente recenti, in cui il tema dominante e conduttore è la metamorfosi come strumento di analisi e introspezione dell’essere, tema di ricerca sviluppato dall’artista ormai da qualche anno come è ben indicato anche dal titolo della manifestazione stessa “Nosce te ipsum”. Questa Mostra – scrive Strinati – rende conto di un aspetto cruciale dell’Artista densa di contenuti stratificati e nel contempo di splendida evidenza formale.” (fonte Accademia della Romania)

Scrittori romeni a Venezia

” Lunedì, 14 settembre, ore 18, alla sede dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, si svolgerà il dibattito “Creazione e identità culturale romena”.
Gli invitati della manifestazione sono noti rappresentanti di correnti e scuole della letteratura romena contemporanea: Aurel Rău, Dinu Flămând, Adrian Popescu, Ioan Pintea, Mircea Măluţ, Ştefan Damian, Vasile George Dâncu, Lucian Vasiliu.
Creazioni rappresentative della loro opera sono state scelte e incluse nell’antologia bilingue italo-romena Un copac de sunete / Un albero di suoni, nella traduzione italiana di Ştefan Damian.
Nell’occasione sarà presentato a Venezia il romanzo La farfalla dalle ali bruciate di Ştefan Damian. Il volume è apparso di recente con la casa editrice Nemapress di Alghero, Sardegna.
La serata si concluderà con la presentazione video di alcune creazioni pittoriche del noto artista Marcel Lupşe di Bistriţa.
L’evento è organizzato e finanziato dalla Biblioteca Provinciale di Bistriţa-Năsăud con il sostegno del Consiglio Provinciale.” (fonte Istituto Culturale Romeno)

Milano Film Festival

“Accademia di Romania vã invitã între 11 si 20 septembrie la Milano Film Festival! Doi regizori tineri -Mircea Nestor si Tudor Cristian Jurgiu -vor fi prezenti cu douã scurtmetraje cãrora le urãm sã fie rãsplãtite cu multe aplauze si premii.

Tarantyno, scurtmetrajul realizat de Mircea Nestor, se inspirã din prejudecata de violentã gratuitã a filmelor tarantiniene: un film tarantinian dar cu Y! Comic si socant..

Nunta lui Oli de Tudor Cristian Jurgiu se naste dintr-o întâmplare adevãratã. Dorel trãieste la Bucuresti si e foarte agitat pentru cã fiul sãu Oli se însoarã. Pentru a sãrbãtori a invitat doi prieteni de-ai lui Oli ca sã asiste împreunã la cãsãtorie… Atâta doar cã Oli e în America si Dorel trebuie sã urmãreascã ceremonia pe webcam… Intens si delicat…

Multe urãri de succes tinerilor regizori si vizionare plãcutã celor care vor fi milanezi în acele zile!

Pentru mai multe detalii:
http://www.milanofilmfestival.it/2009/programmapersezioni/corti/tarantyno.php
http://www.milanofilmfestival.it/2009/programmapersezioni/corti/nuntaluioli.php”

(sursa Academia Romaniei in Roma)

Mostra di ricami

Dal 11 al 25 settembre Sala Esposizioni dell’Accedemia di Romania in Roma ospita la mostra di ricami dell’artista Zoe Vida Porumb, mostra intitolata “Messaggeri della luce”.

“I ricami di Zoe Vida Porumb sono immersi in una storia dei tempi che non passano mai. Dentro di noi trasciniamo un lungo medio evo spirituale, con il suo corredo di immagini che non tramonteranno mai e che nessun movimento informale potrà sostituire o anichillire. Questo corredo di immagini esprime incertezze, speranze, indica volti salvifici, crea luce e getta ombre.
La trasparenza del linguaggio delle sue opere è il risultato di una connaturata propensione verso la traduzione, in immagini-simbolo, del flusso dei pensieri, dei ricordi, delle emozioni. Un flusso alimentato dalla propria biografia culturale, dai propri rapporti con l’arte millenaria della regione di origine, il leggendario Maramures, dalle contaminanti semplificazioni-essenzializzazioni formali introdotte nelle loro opere da alcuni corifei dell’arte moderna, da Klee e Kandinsky fino a Calder, Hartung e Burri.
Nella sua carriera artistica, ormai pluridecennale, Zoe Vida Porumb ha seguito la via impervia della chiarezza del messaggio, dell’eliminazione dei sensi equivoci – presenti in molte produzioni che si definiscono “artistiche” e nello stesso tempo “moderne” – a favore dei suggerimenti espliciti ed impliciti di cui l’opera, secondo lei, avrebbe dovuto farsi carico. (estratto dalla presentazione del critico Grigore Arbore Popescu)” – fonte sito dell’Accademia di Romania.

“Volti di Romania”-mostra di arte contemporanea

Presso l’Accademia di Romania a Roma, martedì 28 ottobre 2008 ore 18,00, sarà inaugurata una mostra di arte contemporanea “Volti di Romania”. A cura di Ludovico Pratesi, critico d’arte, la mostra cerca di presentare la realtà difficile del paese tramite linguaggi e tecniche differenti dei due artisti: Lucian Dedita con i suoi disegni a matita e Draga Irina Popa con le opere fotografiche e i video.

„Volti è una mostra che riunisce le opere degli artisti Lucian Dediza e Draga Irina Popa, chiamati a rappresentare due aspetti diversi ma complementari della scena artistica contemporanea in Romania. Selezionati da Ludovico Pratesi, Dedita e Popa interpretano con linguaggi e tecniche differenti la difficile realtà del loro paese, sottolineandone gli aspetti simbolici e sociali enfatizzandone le caratteristiche più interessanti.

I grandi ritratti disegnati a matita dal giovane Lucian Dediza testimoniano, attraverso tratti fortemente espressivi, declinati in chiave neopop, le tipologie sociali del popolo rumeno, che l’artista ha interpretato attraverso una campionatura di personaggi di notevole intensità. I legami con l’arte di strada vengono arricchiti nelle opere di Dediza attraverso un’amplificazione degli elementi visivi che sfiora la fisiognomica, accentuando alcuni dettagli di ogni singolo volto, che diventa espressione di una condizione esistenziale tesa e a tratti drammatica.

Le opere fotografiche e i video di Draga Irina Popa si pongono invece come riflessioni sull’identità femminile intesa come collettore di microstorie esistenziali e mitologie popolari. Draga Irina Popa presenta in mostra una serie di opere fondate sul concetto del corpo come detonatore di memorie individuali e collettive, remote e attuali, attraverso una serie di azioni apparentemente banali ma in realtà cariche di significato.” (dal sito dell’Accademia di Romania a Roma )

 La mostra rimarrà aperta al pubblico fino il 25 novembre 2008.

Il traduttore come mediatore culturale

Quando, nella vita di tutti i giorni comunichiamo, nella maggior parte dei casi conosciamo il nostro destinatario (in uno dei ruoli sociali che assume). Tradurre significa comunicare. Perciò, il traduttore deve sapere a chi comunica, chi è il destinatario della sua opera di traduzione, chi è il suo lettore modello. Spesso il modello del lettore del testo tradotto non coincide con il modello del lettore del testo originale. Questo si spiega con le differenze culturali tra le due società: quella della lingua di partenza non ha una struttura identica alla società della lingua di arrivo. Poter comunicare (tradurre) una cultura in un’altra significa far capire a chiunque faccia parte di una comunità (cultura) gli elementi appartenenti (e talvolta specifici) di un’altra comunità (cultura). Tutto ciò determina la scelta della strategia traduttiva in grado di poter superare i problemi relativi alla traducibilità. In tutti i casi, però, a prescindere dalla strategia traduttiva scelta, “la lingua dell’uomo, teoricamente è sempre in grado di esprimere elementi derivanti da un’altra lingua/cultura. Il presupposto importante perché un testo sia traducibile è allora la consapevolezza del traduttore: è il traduttore a dover essere a conoscenza delle differenze esistenti tra lingue e tra culture”. (“Corso di traduzione” a cura di Bruno Osimo).

Così il traduttore diventa un mediatore speciale – mediatore culturale – che si deve concentrare soprattutto sui legami culturali tra le due società: di partenza del testo e di arrivo.