romeni

Scrittori romeni a Venezia

” Lunedì, 14 settembre, ore 18, alla sede dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, si svolgerà il dibattito “Creazione e identità culturale romena”.
Gli invitati della manifestazione sono noti rappresentanti di correnti e scuole della letteratura romena contemporanea: Aurel Rău, Dinu Flămând, Adrian Popescu, Ioan Pintea, Mircea Măluţ, Ştefan Damian, Vasile George Dâncu, Lucian Vasiliu.
Creazioni rappresentative della loro opera sono state scelte e incluse nell’antologia bilingue italo-romena Un copac de sunete / Un albero di suoni, nella traduzione italiana di Ştefan Damian.
Nell’occasione sarà presentato a Venezia il romanzo La farfalla dalle ali bruciate di Ştefan Damian. Il volume è apparso di recente con la casa editrice Nemapress di Alghero, Sardegna.
La serata si concluderà con la presentazione video di alcune creazioni pittoriche del noto artista Marcel Lupşe di Bistriţa.
L’evento è organizzato e finanziato dalla Biblioteca Provinciale di Bistriţa-Năsăud con il sostegno del Consiglio Provinciale.” (fonte Istituto Culturale Romeno)

Prorogato il regime transitorio

Sembra che il 2009 non porti tanta fortuna ai cittadini neocomunitari che vogliono lavorare in Italia. Il governo ha deciso la proroga del regime transitorio per i romeni ed i bulgari fino il 31 dicembre 2009.

“Nemmeno quest’anno i lavoratori bulgari e romeni saranno finalmente equiparati agli altri cittadini comunitari. Il governo italiano ha deciso di mantenere per il 2009 le restrizioni per l’accesso al mercato del lavoro degli ultimi arrivati nell’Unione europea.La circolare che proroga il regime transitorio, concertata col ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, è alla firma del titolare del Viminale Roberto Maroni e terrà in piedi almeno fino al prossimo 31 dicembre il sistema del doppio binario oggi in vigore.Le assunzioni sono liberalizzate solo per il lavoro in agricoltura, turistico alberghiero, domestico e di assistenza alla persona, edile, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato, stagionale. In questi casi si possono stipulare i contratti di lavoro direttamente, senza chiedere alcuna autorizzazione, così come se si assumessero lavoratori italiani o comunitari.In tutti gli altri settori, chi vuole assumere un lavoratore romeno o bulgaro deve chiedere un nulla osta allo Sportello Unico per l’immigrazione, compilando e inviando per raccomandata a/r il modulo sub-neocomunitari. Non sono previsti dei tetti numerici e il sistema vale solo per la prima assunzione: chi è già assunto regolarmente in Italia può cambiare posto senza particolari autorizzazioni.“Come altri paesi Ue, l’Italia mantiene le restrizioni col pretesto di voler salvaguardare il mercato del lavoro in un momento di crisi. In realtà i settori più importanti sono già liberalizzati, e, negli altri, chi vuole lavorare trova comunque delle scorciatoie, aprendo ad esempio la partita iva o lavorando in nero” commenta Sorin Cehan, direttore del settimanale Gazeta Romaneasca.Allora a che serve mantenere il regime transitorio? “È propaganda, destinata a tranquillizzare l’opinione pubblica che teme sempre un’invasione. Certo – conclude Cehan – non è un messaggio amichevole nei rapporti tra Italia e Romania, del resto né il governo di Bucarest, né chi dovrebbe rappresentare i romeni in Italia  ha alzato la voce su questo tema…” (fonte: sito Stranieri in Italia – 10 dicembre 2009)

Comunità romena – la più numerosa in Italia

Ieri, a Roma, è stato presentato il rapporto annuo della Caritas sull’immigrazione; di seguito una parte di quanto riportato da “La Repubblica” sull’evento:

“Il dossier Caritas/Migrantes è diventato negli anni un punto di riferimento obbligato per tutti coloro che si occupano della tematica. Per certi versi è ormai una fonte prioritaria, anche se nel passato sono state sollevate polemiche a proposito delle cifre. Nel dossier di quest’anno la questione viene affrontata direttamente, spiegando anche i criteri adottati e contribuendo quindi a svelare il mistero delle cifre dissonanti rispetto a quelle ufficiali dell’Istat e del ministero dell’Interno. Sono quasi quattro milioni gli immigrati regolari in Italia, con una incidenza del 6,7% sul totale della popolazione, leggermente al di sopra della media Ue. E’ la stima fatta dalla Caritas italiana e dalla Fondazione Migrantes nel dossier annuale presentato oggi a Roma. I cittadini stranieri oscillano fra i 3.800.000 e i 4 milioni, precisa il dossier, sottolineando che il dato non è in contrasto con le cifre diffuse dall’Istat alcune settimane fa (quasi 3 milioni e mezzo di presenze) in quanto si tiene conto anche delle presenze regolari che, a causa delle procedure molto lunghe, ancora non sono registrate in anagrafe.
Nell’ultimo anno la popolazione straniera è aumentata di circa mezzo milione e la comunità straniera più grande, raddoppiata negli ultimi due anni, è quella romena con un milione di presenze stimate. Il 62,5% degli immigrati si trova al nord (oltre 2 milioni), il 25% al centro (poco meno di un milione) e circa il 10% nel mezzogiorno (quasi mezzo milione).
Gli immigrati nel territorio. La stima sulla presenza degli immigrati regolari in Italia varia quindi dai 3,5 milioni di residenti accertati dall’Istat e i 4 milioni ipotizzati dal dossier, ma per entrambi la popolazione immigrata è aumentata di diverse centinaia di migliaia di unità. Secondo il rapporto Caritas/Migrantes in Italia risultano presenti 3.987.000 persone regolarmente registrate. Gli immigrati sono uno ogni 15 residenti in Italia e uno ogni 15 studenti a scuola, ma quasi uno ogni 10 lavoratori occupati; inoltre, in un decimo dei matrimoni celebrati in Italia è coinvolto un partner straniero, così come un decimo delle nuove nascite va attribuito a entrambi i genitori stranieri.
Comunità romena la più numerosa. La comunità romena, raddoppiata nel giro di soli due anni, conta 625 mila residenti e, secondo le stime del dossier quasi un milione di presenze regolari. Al secondo posto gli albanesi con 402 mila presenze e subito dopo i marocchini a quota 366 mila. Mentre intorno alle 150 mila unità si collocano le collettività cinese e ucraina. In termini percentuali gli europei rappresentano il 52% del totale degli stranieri residenti in Italia, gli africani il 23,2%, gli asiatici il 16,1% e gli americani l’8,6%. Secondo le stime del dossier la regione con il maggior numero di stranieri regolari è la Lombardia (953.600 presenze pari al 23.9% del totale), seguita dal Lazio (480.700 pari al 12,1% del totale) e dal Veneto (473.800 pari all’11,9% del totale)”. (fonte: La Repubblica del 31 ottobre 2008)

Dossier Statistico Immigrazione

Oggi, a Roma e in contemporanea in tutte le regioni d’Italia sarà presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2008. Arrivato alla XVIII edizione, il rapporto è stato realizzato dalla Caritas Italia in collaborazione con organizzazioni internazionali, strutture publiche e il mondo sociale.  

La presentazione del volume, che sarà distribuito ai partecipanti, inizierà alle ore 10,30 presso il Teatro Orione, in via Tortona, 7 (Metro A – Re di Roma).

Romania. Immigrazione e lavoro in Italia

Ieri, 28.10.2008, la Caritas italiana a presentato, presso il Ministero degli Esteri a Bucarest un volume intitolato “Romania. Immigrazione e lavoro in Italia”, volume che contiene statistiche, problemi e prospettive dei romeni in Italia.

 

“Se nel ’90 in Italia c’erano solo 8.000 romeni, nel giro di 17 anni sono centuplicati, arrivando a 1.016.000 il 31 dicembre 2007, su quattro milioni di stranieri. Il 73,7% dei romeni è in Italia per motivi di lavoro, il 23,5% di famiglia e il 2% per altri motivi. Come ripartizione geografica, il Lazio si piazza al primo posto, con 200.000 romeni, seguito da Lombardia (160.000) e Piemonte (130.000). “Il lavoro accelera la loro integrazione sociale”, ha detto all’ANSA Antonio Ricci, uno degli autori del volume. Altro indice di inserimento sociale sono i circa 160.000 bambini, di cui il 20-30% nati in Italia. “Di questo milione, i rom sono circa il 5-10% e i primi risultati del censimento in corso danno cifre inferiori di quelle di stampa e politici”, ha detto Ricci.
I romeni lavorano prevalentemente nell’edilizia e assistenza alle famiglie ma in Italia ci sono 6.000 romeni imprenditori. “Al di là di alcuni episodi citati dalla stampa, nella vita quotidiana l’inserimento dei romeni credo sia avvenuto con successo”, ha spiegato Padre Livio Corazza, direttore del Servizio Europa di Caritas Italiana.
Il volume presentato è il terzo dedicato da Caritas Italiana all’immigrazione dall’Est Europa. “Il rapporto della Caritas Italiana sarà un utile strumento per comprendere meglio come procede l’integrazione della vasta comunità romena in Italia”, ha detto l’ambasciatore d’Italia Mario Cospito, ricordando che tra ottobre 2007 e settembre 2008 la comunità romena in Italia è aumentata di 184.000 unità. A sua volta, il sottosegretario agli Esteri per i romeni nel mondo Mihai Gheorghiu ha sottolineato gli ottimi rapporti tra la Chiesa ortodossa romena e la Chiesa cattolica. Nel volume si sostiene che in futuro l’Italia continuerà ad essere Paese di immigrazione e lo sarà anche la Romania, come lo era stata in passato. Il libro ricorda che tra fine ‘800 e la seconda guerra vi si trasferirono 130.000 italiani, soprattutto da Friuli e Veneto, per lavori perlopiù stagionali.” (fonte Stranieri in Italia)

 

Una breve presentazione del volume, in romeno, si può leggere qui.

Ricerca “Immigrazione e sicurezza in Italia”

La ricerca svolta dal sociologo Marzio Barbaglia, docente all’Università di Bologna, viene a sostegno della comunità romena in Italia. Il libro “Immigrazione e sicurezza” (“Il Mulino” Bologna) uscito la settimana scorsa, porta alcuni dati e spiegazioni interessanti sugli immigranti e i reati. Nel libro vengono presentate tre problematiche di attualità: la legge Bossi-Fini ed i suoi effetti (è stata un fallimento oppure è la miglior legge sull’immigrazione, come ha affermato il ministro Castelli in una trasmisione televisiva a maggio); l’allargamento della UE verso l’est Europa, in particolar modo dopo l’ingresso della Romania; il meccanismo delle espulsioni nei confronti degli stranieri che commettono reati.

Nel suo libro, il docente “condanna” tutto il mondo politico italiano per il comportamento avuto in relazione all’omicidio di Giovanna Reggiani il 30 ottobre 2007 per mano di un cittadino romeno. I politici di destra e sinistra attribuirono la responsabilità del delitto all’ingresso della Romania nella UE avvenuto il 1 gennaio 2007, reazione considerata “un abbaglio collettivo” da parte del sociologo. La sua spiegazione: “Tutti allora si dimenticarono che 5 anni prima ci fu un cambiamento di norme che ebbe sul flusso migratorio un’influenza maggiore. E’ il regolamento UE del 15 marzo 2001 che abolì per 43 Paesi, fra cui Romania e Bulgaria, l’obbligo di visto d’ingresso per soggiorni di durata inferiore a 3 mesi.” In più, tra i cittadini romeni entrati in quel momento, 140.000 approfittarono dalla sanatoria prevista dalla legge Bossi-Fini. Un altro dato interessante è che i delitti commessi dai romeni nel 2007 erano gli stessi dell’anno precedente, senza nessun aumento.

Di conseguenza, è o è mai stata veramente un’emergenza romeni in Italia, oppure è soltanto una strumentalizzazione dei mezzi di comunicazione a favore dei politici, per spostare l’attenzione delle persone dai veri problemi del paese?

(fonti: La repubblica del 09.10.2008 e ibs.it )

Migliora l’immagine dei romeni in Italia?

Almeno a livello politico sembra che tra i due paesi i rapporti siano tornati ad essere amichevoli. Qui di seguito riporto un articolo di Repubblica  del 09.10.2008  

ROMA – Torna il sereno tra Italia e Romania. I contrasti tra i due paesi sul pacchetto sicurezza del governo, “sono appianati” ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Durante una conferenza stampa a Villa Madama con il premier romeno Calin Popescu Tariceanu, il Cavaliere sostiene che “i romeni sono persone serissime che si sono inserite molto bene nel nostro sistema economico. Danno un contributo importante alla nostra economia. E io a loro sono grato”.

Gli immigrati romeni rappresentano in Italia la comunità più numerosa. Un recentissimo studio presentato dall’Istat sulla popolazione straniera in Italia, segnala un boom di arrivi dalla Romania: +82,7% rispetto all’anno precedente. “La cifra più alta mai registrata”. Sono più di 600 mila i romeni regolari in Italia.

“I cittadini della Romania – ha detto Berlusconi – sono cittadini europei e hanno gli stessi diritti di tutti gli altri. L’amicizia tra i due Paesi non può essere scalfita da fatti singoli”, ha concluso il presidente del Consiglio riferendosi ai recenti fatti di cronaca nera in cui sono imputati cittadini romeni.

“Ci sono italiani che hanno commesso reati in Romania e romeni che hanno commesso reati in Italia: le norme emanate dal Consiglio europeo permettono di trasferire cittadini condannati quando c’è l’adesione del singolo. Ma, con l’accordo bilaterale che stiamo stipulando, non ce ne sarà più bisogno”, ha concluso il premier.

Preoccupato dei preconcetti negativi che inseguono il suo popolo in Italia, il premier romeno Calin Tariceanu ha ribadito che gli immigrati “hanno l’obbligo di osservare le leggi dello Stato che li accoglie e le regole della convivenza sociale, altrimenti saranno sottoposti alla legge. Io difenderò i diritti dei romeni – ha ripetuto il premier – ma solo di quelli onesti, di coloro che lavorano e sono integrati. E’ interesse della Romania che l’immagine degli onesti non sia influenzata da casi singoli”.